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Come pronunciare correttamente la lingua italiana

La lingua italiana e la grammatica italiana

La lingua italiana, come ogni altra lingua, ha le proprie caratteristiche e le proprie difficoltà.
La grammatica italiana, se confrontata ad altre lingue, ha una difficoltà media, mentre la pronuncia è meno complessa. Gran parte delle vocali e delle consonanti ha sempre la stessa pronuncia.

La lingua italiana e le cinque vocali

Per fare un paragone con l’inglese, la lingua più parlata al mondo, e quella più facile per la sua semplice costruzione grammaticale, le 5 vocali hanno una ventina di fonemi, mentre l’italiano ne ha solamente sette. Inoltre, a differenza dell’inglese, se l’accento dei due fonemi ulteriori dell’italiano (E ed O chiuse o aperte) vengono pronunciate sbagliate, il significato della parola si capisce comunque.
Per questo motivo, parlare italiano è facile, comunque più facile di tante altre lingue.

Le parole italiane conosciute in tutto il mondo

Sicuramente il fatto che molte parole italiane sono conosciute in tutto il mondo, è un aiuto ulteriore. Pensa a queste parole.
I saluti italiani: ciao, buongiorno, arrivederci
Gli alimenti italiani famosi: pizza, pasta, spaghetti, cappuccino, espresso, tiramisù
I marchi alimentari italiani famosi: Nutella, Barilla, Lavazza, Campari, Martini
Le auto italiane di lusso famose: Ferrari, Lamborghini, Maserati
I personaggi italiani famosi: Leonardo da Vinci, Michelangelo, Galileo
Gli stilisti italiani famosi: Armani, Prada, Gucci
I vini italiani famosi: Chianti, Prosecco, Brunello

Alfabeto, vocali e consonanti della lingua italiana

L’alfabeto della lingua italiana è composto da 21 lettere (5 vocali e 16 consonanti).
Rispetto alla lingua più parlata al mondo, l’inglese, non esistono le lettere J, K, W, X, Y.
Le uniche parole italiane dove si trovano queste consonanti sono di origine straniera, in gran parte dall’inglese (esempi: Jazz, kit, web, pixel, yacht), e in minima parte derivanti dal latino (per esempio extra). Alcune pochissime eccezioni riguardano i nomi comuni di persona (per esempio Jacopo), cognomi (per esempio Bixio), e alcune città (per esempio Jesolo).
Le 21 lettere corrispondono a 21 grafemi (scrittura) e 28 fonemi (pronuncia).

Le cinque vocali della lingua italiana

Le 5 vocali (a, e, i, o, u) sono espresse con 7 fonemi.
Mentre le vocali a, o, u, hanno sempre lo stesso suono aperto, le vocali e ed o possono avere un accento aperto o chiuso.
Esempi della lettera “e” con accento grave (aperto) e acuto (chiuso):
la coniugazione alla terza persona singolare del verbo essere “è” o la terza persona singolare femminile “lei” hanno una pronuncia aperta quindi hanno un accento grave, mentre la congiunzione “e” e l’avverbio interrogativo “perché” hanno una pronuncia chiusa quindi hanno un accento acuto.
Esempi della lettera “o” con accento grave (aperto) e acuto (chiuso):
il colore rosa o il numero otto hanno una pronuncia aperta quindi hanno un’accento grave, mentre il colore rosso o il sole hanno una pronuncia chiusa quindi hanno un accento acuto.
L’accento si scrive soltanto se cade nell’ultima vocale (città, caffè, così, però, virtù).

Parole italiane uguali che hanno due o più significati

Come nelle altre lingue, anche nella lingua italiana ci sono alcune parole uguali che hanno due o più significati, queste parole si dividono in omonime, omografe, e omofone.

Le parole omonime sono scritte e pronunciate allo stesso modo ma hanno significati differenti.
Tre esempi:
vado a letto / ho letto un libro
una parte della città / lui parte per Firenze
lo stato italiano / lui è stato a Roma

Le parole omografe sono scritte allo stesso modo ma hanno una pronuncia differente e significati differenti. La pronuncia differente è dovuta all’accento grave (aperto) o acuto (chiuso) nella stessa vocale oppure alla posizione dell’accento in una vocale differente della parola.
Tre esempi:
lui legge il giornale / la legge italiana
la pesca sull’albero / la pesca nel fiume
il numero venti / i venti forti

Le parole omofone sono pronunciate allo stesso modo ma hanno una scrittura differente con un significato differente.
Tre esempi:
lui ha una penna / vado a scuola
loro hanno i libri / l’anno scorso
la casa bella / c’è un bar aperto

Riepilogo:
Omonimi: stessa scrittura, stessa pronuncia, differente significato.
Omografi:stessa scrittura, differente pronuncia, differente significato.
Omofoni: differente scrittura, stessa pronuncia, differente significato.

Le sedici consonanti della lingua italiana sono espresse con 21 fonemi

Le lettere C e G

Le lettere C e G possono avere un suono duro o dolce.
Se sono seguite dalle vocali A, O, U, hanno un suono duro.
Suono duro
: CA-GA, CO-GO, CU-GU
Esempi suono duro: CA casa, GA gatto, CO corso, GO gomma, CU cultura, GU guida
Se la lettere C e G sono seguite dalla lettera H e poi dalle vocali E, I, il suono è duro.
Suono duro
: CHI-GHI, CHE-GHE
Esempi suono duro: CHI chimica, GHI ghisa, CHE chela, GHE ghetto
Se sono seguite dalle vocali E, I, hanno un suono dolce.
Suono dolce: CE-GE, CI-GI
Esempi suono dolce: CE cena, GE gelo, CI cibo, GI giro.
Nota bene: non esistono parole italiane con CHA, GHA, CHO, GHO, CHU, GHU.
Il suono dolce è espresso sempre con CI, GI, CE, GE.
Esempi: CIA ciao, GIA giardino, CIO cioccolato, GIO giovane, CIU ciuffo, GIU giusto

La lettera C preceduta dalla lettera esse può avere un suono duro o dolce.
Se sono seguite dalle vocali A, O, U, hanno un suono duro.
Suono duro: SCA-SGA, SCO-SGO, SCU-SGU
Esempi suono duro: SCA scarpa, SCO scopa, SCU scuola

Se la lettere C e G sono seguite dalla lettera H e poi dalle vocali E, I, il suono è duro.
Suono duro: SCHE-SCHE
Esempi: SCHE schema, SCHI schifo

Se sono seguite dalle vocali E, I, hanno un suono dolce.
Suono dolce: SCI-SCE
Esempi suono dolce: SCE scena, SCI scienza

Le lettere G + L

La lettera G seguita dalla lettera L può avere un suono duro o dolce.
Quando GL è seguito dalle vocali A, E, O, U ha sempre un suono duro.
Suono duro: GLA-GLE-GLO-GLU
Esempi: Gladiatore, inglese, gloria, glucosio.
Solitamente quando GL è seguito dalla vocale I ha suono dolce.
Suono dolce: GLI
Esempi: Aglio, famiglia, foglia, foglia, bottiglia.
Ci sono delle eccezioni con suono duro di GLI.
Esempi: Glicerina, glicine, anglicano, negligente.

Le lettere G + N

La lettera G seguita dalla lettera N ha sempre suono dolce.
Suono dolce: G + N
Esempi: sognare, ingegnere, dignitoso, cognome, ognuno.

La lettera H (acca)

La lettera H non ha pronuncia, serve soltanto a differenziare alcune parole con pronuncia uguale ma con significato differente. Esempi: “a” preposizione, “ha” verbo avere.
In altri casi, la presenza della lettera H cambia sia il significato che la pronuncia. esempi: “ci” pronome personale, “chi” pronome relativo.

La lettera Q (qu)

La lettera Q è seguita sempre dalla vocale U, e ha sempre la stessa pronuncia dura della lettera C.
Esempi: casa, scuola, corpo, quota, quadro, quattro

La pronuncia delle consonanti doppie

Quando le consonanti sono doppie, la pronuncia si allunga ed è più marcata.
E’ opportuno dare la corretta pronuncia e rafforzare la consonante doppia per evitare incomprensioni.
Facciamo qualche esempio di parole che se la consonante è doppia, cambiano totalmente di significato: ano – anno, cane – canne, capelli – cappelli, caro – carro, casa – cassa, fata – fatta, nono – nonno, note – notte, pala – palla, pena – penna, peli – pelli, sete – sette, sono – sonno.

La frase interrogativa

La frase interrogativa si differenzia dalla frase affermativa allungando e alzando il tono dell’ultima vocale dell’ultima parola.

La frase negativa

La frase negativa si differenzia dall’affermativa soltanto con l’aggiunta della negazione non.

Dividere le parole in sillabe

Un consiglio: la semplice divisione della parola in sillabe facilita la pronuncia corretta.
Esempi: ca-sa, la-vo-ro, stu-di-o, pen-na, al-fa-be-to, let-to, scrit-to, sor-pre-sa, fa-cil-men-te.

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